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Domande e risposte ricorrenti (FAQ)
Il bello del web è che si è liberi di narrare vicende che non verranno mai lette e rispondere a domande che nessuno si è mai sognato di farci, magari spacciandole per domande ricorrenti: le FAQ.
Ed è proprio delle FAQ che voglio approfittare. Detto fra noi, non è che venga interrogato così spesso da poter giustificare la loro presenza sul sito, ma mi saranno utili per introdurre gli argomenti dei capitoli e soprattutto per evitare il curriculum vitae che non ho affatto in simpatia.
Procedo dunque con un'intervista autonoma, buon proseguimento a tutti.
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Dove e quando nasco?
Nasco a Livorno, a due passi dal mare. L'anno è il 1958.
Dove vivo?
Vivo a Firenze, a due passi dall'Arno. Ma l'Arno, rispetto al mare, è un'altra cosa.
Quand'è che divento musicista?
Nonostante dell'infanzia ricordi tutto o quasi, non riesco a trovare un periodo, anche lontanissimo, in cui non sia stato a contatto con la musica. Mi sembra d'esser nato ascoltando la radio, cantando, suonando bicchieri e forchette. E non solo per gioco: per FARE musica, per cercare di capirne l'essenza e i segreti.
A suonare nel vero senso della parola ho iniziato intorno ai sette anni: dapprima con la batteria di mio cugino Claudio[*], subito dopo con la chitarra regalatami dai genitori.
[*] Claudio era il batterista di un gruppo chiamato Gli Iceberg, ma soprattutto era la disperazione dell'inquilino del piano di sopra: un giorno sì un giorno no erano discussioni, strilli e risse da osteria. Siccome abitavamo l'uno di fronte all'altro, ricordo bene che si sentiva molto più baccano durante le scazzottate di quando Claudio picchiava sui tamburi.
Perché divento musicista?
Intanto diamo a Cesare quel che è di Cesare: mio padre da giovane suonava il violino; non era un professionista, ma pare avesse buon orecchio e fosse stimato dai colleghi. Si dava un gran daffare nelle sale da ballo, sovente riscuotendo, oltre al compenso della serata, anche l'approvazione del pubblico e numerosi omaggi di prosperose signore "amanti della musica".
A parte il retro-pettegolezzo che non attiene alla risposta, viene spontaneo supporre che il mio primo stimolo musicale provenga dal violinista di casa, ovvio. Ma non può essere esattamente così: perché quando nacqui, mio padre aveva già appeso lo strumento al chiodo, non suonava più da un pezzo; qualche volta raccontava di averlo fatto, ma ne parlava molto di rado. Evidentemente con i figli preferiva condividere altri argomenti.
Dunque, i casi sono due: o il pallino per la musica lo debbo al DNA, oppure l'attitudine simile a quella di Pier Luigi, suddetto giovane violinista, è dovuta a pura coincidenza.
Insomma, la vera risposta è che non lo so. Però so con certezza che un certo genere di curiosità m'è stato indotto da circostanze talvolta ordinarie, talvolta particolari, talvolta persino surreali. Il signor Ulivelli, ad esempio, forse per mano d'un destino zuzzurellone, fu uno dei primi a destare (inconsapevolmente) il mio interesse per l'Arte dei Suoni.
Un'indagine su « Lo strano caso del Signor Ulivelli » è possibile effettuarla nel capitolo a lui dedicato.
Ho studiato in conservatorio?
Sì, anche. Ho il diploma in pianoforte principale. Il che significa che in conservatorio ci ho trascorso dieci brevissimi anni.
Sono dunque un concertista?
No. E' raro che abbia desiderio di esibirmi in pubblico nei panni di solista; chissà, forse perché da giovanissimo mi sono abbondantemente tolto la voglia di farlo. Quando invece mi trovo in compagnia, da non protagonista, e soprattutto se avverto un clima tendente al ricreativo, allora sulla pedana torno a salire volentieri.
E allora di cosa mi occupo esattamente?
Di varie cose. Soprattutto scrivo e pubblico brani musicali a indirizzo didattico.
Ho degli hobby?
A tempo perso mi occupo di informatica e gioco a calcio. Ma è tempo perso davvero: perché se il calcio mi assottiglia il girovita, l'informatica me lo dilata. Senza hobby potrei andare in pari con molto meno sforzo.
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